Vivere nell’ombra

L’Italia nasce come stato di emigrati, con i primi grandi flussi di italiani che si spostavano verso il nord Europa e gli Stati Uniti nel Novecento. Tuttavia, negli ultimi decenni si è assistito a un cambiamento importante: l’Italia è oggi un Paese di immigrazione e non più (solo) d’emigrazione. Questa trasformazione sociale non è stata accompagnata da un sistema di tutela e riconoscimento giuridico e sociale adeguati, imponendo cosi a migliaia di immigrati e ai loro figli, le cosiddette “seconde generazioni”, a vivere nell’ombra perché non riconosciuti per quello che sono: cittadini a tutti gli effetti. Bambini, adolescenti ma anche giovani adulti, nati e cresciuti qui, in Italia, ma che nonostante ciò, non hanno la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana.

Il dizionario Treccani definisce il concetto di cittadinanza come la “condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con diritti e doveri che tale relazione comporta”. Secondo questa prospettiva si parla di cittadinanza come “status giuridico” ovvero una condizione strettamente legale che definisce il rapporto tra una persona e lo Stato; ma è davvero solo un pezzo di carta?

La cittadinanza in realtà è un concetto molto più complesso.

Il concetto di cittadinanza come lo intendiamo oggi è riconducibile alla formazione degli Stati-nazione, e con essi anche il senso di appartenenza a una cultura, lingua, patria e comunità specifica. È proprio seguendo questo principio che in Italia vige il principio dello ius sanguinis, ovvero l’ottenimento della cittadinanza per discendenza. Il criterio non prevede lo ius soli, ovvero il riconoscimento in base al luogo di nascita della persona. Tuttavia, se il concetto di cittadinanza nasce dall’idea di appartenenza a un popolo per cultura e lingua condivise, è chiaro che la cittadinanza non è solo uno strumento giuridico per regolare il rapporto tra cittadino e Stato, ma è il riconoscimento dell’identità culturale e sociale della persona. La cultura Italiana è propria anche di tutti i nati e cresciuti con essa, sul nostro territorio. Coloro a cui non viene concessa la cittadinanza crescono senza il riconoscimento della loro italianità, vivono nell’ombra perché non sono giuridicamente riconosciuti da quello che molti chiamano Il nostro Paese, e non è solo un sentire ma anche un essere.

Sono tante le persone che vivono in questa ombra indefinita, che hanno bisogno del giusto riconoscimento di un percorso sociale, culturale e personale; spesso si tratta di bambini e ragazzi che non hanno deciso di emigrare, e che quindi si ritrovano a dover affrontare questa ingiustizia, un’identità negata.

The Nameless crede nel dovere di attivarsi ed è per questo che ci battiamo per il diritto alla cittadinanza, fondamento della vita del cittadino e della democrazia. Nei prossimi articoli di questa serie sul diritto alla cittadinanza chiamata “Vivere nell’ombra” andremo ad esplorare diverse tematiche legate alla cittadinanza: il ruolo dell’identità e la stereotipizzazione del ‘migrante’, l’invisibilità mediatica e politica delle “seconde generazioni” (ma non solo), il contesto giuridico italiano e altri. Inoltre, approfondiremo maggiormente l’appartenenza culturale e sociale delle seconde generazioni e le diverse sfaccettature.

By Oumayma Hachlaf & Sofia Franchini